Cosa vedere a Siena


pulpito di Nicola Pisano

pulpito all’interno del Duomo di Siena

il capoluogo di provincia offre una miriade di cose da vedere che richiederebbero diversi giorni. Se siete di passaggio o se volete vederne solo alcune vi diamo un assaggio di quelle più importanti:

PIAZZA DEL CAMPO
unica al mondo per la sua forma a conchiglia rappresenta il centro e il simbolo della città, è suddivisa in nove settori (secondo il Governo dei Nove) e accoglie al suo interno FONTE GAIA, fonte del quattrocento ad opera di Jacopo della Quercia, realizzata tra il 1409 ed il 1419 e sostituita, perchè molto danneggiata, da una copia di Tito Sarrocchi intorno alla metà del 1800. I rilievi originali si trovano all’interno del museo si Santa Maria della Scala.

TORRE DEL MANGIA
è la seconda torre medioevale, più alta in Italia, 88 m. con ben 102 gradini. Nel 1344, a lavori non ancora ultimati, venne posta sulla Torre la cosiddetta “campana del popolo” la quale venne fusa nel 1349 per farne una ancora più grande chiamata “campana grossa” o “campanone”; ancora danneggiata venne tenuta ferma per fonderla ancora nel 1665. La campana venne benedetta il 14 novembre 1665 dall’Arcivescovo Ascanio Piccolomini col nome di Maria Assunta e ancora oggi i cittadini senesi la chiamano comunemente “Sunto”.

IL MUSEO CIVICO
Il Museo Civico di Siena contiene una delle allegorie più famose del mondo: quella del Cattivo e del Buon Governo, dipinta sulle pareti da Ambrogio Lorenzetti. Nel 1337 il Governo dei Nove incaricaricò Ambrogio Lorenzetti di decorare la sala in cui si accoglievano gli ospiti in visita con un affresco che rappresentasse gli ideali che guidavano il Governo di Siena. Per la prima volta nella storia dell’arte, si dipinge un ciclo pittorico in cui il tema prevalente non è religioso ma civile. Il risultato è l’Allegoria del Buono e del Cattivo Governo, straordinario racconto di come il modo di governare (Separazione dei poteri, partecipazione dei cittadini e forza militare) sia l’elemento che decide il benessere o la decadenza di una società. L’altro grande protagonista del Museo è La Maestà di Simone Martini, che i Nove fecero dipingere per testimoniare la grande devozione che i senesi hanno verso la Vergine.

DUOMO
in stile romano-gotico italiano, è una delle più significative chiese in questo stile in Italia. Nonostante la disomogeneità stilistica, dovuta al lungo tempo della costruzione, non si può negarne lo splendore e la ricchezza. A Giovanni Pisano si devono le belle statue marmoree di Santi, Profeti e Sibille che si inseriscono nel tessuto della facciata. Uno dei più grandi capolavori del duomo è il magnifico pavimento con storie e figure in marmo a colori e a sgraffio definito dal Vasari “più bello…, grande e magnifico”, che mai fosse stato fatto.
L’opera è frutto, come la facciata, di diverse mani e di diverse epoche. Si può dire che i riquadri marmorei vanno dal 1373 al 1547.

LIBRERIA PICCOLOMINI
Fu voluta nel 1492 dall’Arcivescovo di Siena Cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (poi Papa Pio III Piccolomini) perché vi fosse custodito il ricchissimo patrimonio librario raccolto dallo zio Papa Pio II Piccolomini. La porta di bronzo, attraverso cui si accede, immette nella Libreria che non vide mai però i libri di Pio II, ma che fu rivestita di magnifici affreschi sul soffitto e sulle pareti dal Pinturicchio, dopo la morte di Pio III (1503), fra il 1505 e il 1507. Alle pareti sono dieci grandi scene attraverso la cui lettura è possibile ricostruire la vita di Enea Silvio Piccolomini, Papa Pio II.

MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO
conserva le opere dei maggiori artisti senesi, come Duccio di Buoninsegna, tra cui il suo capolavoro assoluto La Maestà. oltre ad opere di Ambrogio Lorenzetti, Sano di Pietro, Beccafumi e altri.

IL BATTISTERO
si trova alle spalle del Duomo di Siena. Sulle tre navate incantano gli affreschi di Benvenuto di Giovanni e Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietta”. Magnifico anche il Fonte Battesimale in bronzo e marmo, posto proprio al centro Battistero. Opera di Jacopo della Quercia, Giovanni di Turino, Lorenzo Ghiberti e Donatello, che realizzò anche gli angeli in bronzo che decorano il ciborio.

SANTA MARIA DELLA SCALA
risalente al IX- XI secolo, era un ospedale dedicato ai malati e ai pellegrini che percorrevano la via Francigena. E’ stato recentemente restaurato e aperto ai visitatori, che attualmente sono oltre 100 mila all’anno. Una parte del complesso possiede affreschi, oratori e cappelle. Ospita il Museo Archeologico Nazionale.

PINACOTECA NAZIONALE
Vi sono custoditi i capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, dei Lorenzetti, di Sassetta, di Francesco di Giorgio.

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CRIPTA DEL DUOMO

IL CIELO DEL DUOMO

CASA DI SANTA CATERINA

BASILICA DI SAN DOMENICO

BASILICA DI SAN FRANCESCO

MUSEI DELLE CONTRADE (solo su appuntamento)